
Un nuovo anno scolastico è appena iniziato, tra sogni e ricerca della propria identità, passando per la quasi certezza di appartenenza ad un gruppo di pari che diventeranno gli amici “forse” della vita o di adolescenti che invece quella “prospettiva” proveranno a distruggerla. Parliamo dell’ ormai sempre più incombente Bullismo. La scuola è realmente preparata a fronteggiare il problema? Quale ruolo importante gioca la famiglia?
Al fine di contrastare il fenomeno è necessario riconoscerlo, non sottovalutando i campanelli di allarme che potrebbero essere un calo nel rendimento scolastico, un isolamento dello studente con conseguenti cambi di umore. Già, perché se, ad esempio, un ragazzo prende tra le mani il proprio “banchetto” allontanandolo dal resto della classe, è presente un “PROBLEMA”. Se la “vittima” non si presenta nell’ orario di lezione, “forse” non avverte la sua presenza in quel contesto come idonea.
Urge educare i giovani al rispetto verso il prossimo, in quanto gli atti persecutori che vengono messi in campo nei confronti dei più fragili, potrebbero causare delle conseguenze indelebili a chi li subisce.
L’ appello da rivolgere ai ragazzi, che ad un certo punto del loro percorso sentiranno il peso dell’ esclusione è quello di non arrendersi. Il debole non è colui che subisce il sopruso ma chi impiega le proprie energie per prevaricare sugli altri.
