L’estate 2026 ha acceso i riflettori sull’inclusione come mai prima d’ora. Da Rimini a Padova, dai Giochi Paralimpici alle aule delle università, una rete di iniziative concrete sta trasformando il principio dell’inclusione da parola di moda a pratica quotidiana. Raccontiamo le tappe di questo cammino, perché la vera inclusione si misura nei fatti.
ExpoAid 2026: “io, Persona di valore”
Dal 25 al 27 giugno, il Palacongressi di Rimini ha ospitato la seconda edizione di ExpoAid, il più grande evento nazionale dedicato al Terzo settore e all’associazionismo della disabilità, promosso dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. I numeri parlano chiaro: oltre 6.000 partecipanti, di cui almeno 1.800 persone con disabilità, 250 associazioni, 140 stand, 50 seminari e 50 ore di laboratori.
Soprattutto, è stato un laboratorio di dignità e talento: laboratori di cucina e artigianato guidati da ragazzi con disabilità, una Via dello sport aperta a tutti, la danza paralimpica, la moda inclusiva in spiaggia e la ristorazione interamente gestita da associazioni. Tutti gli appuntamenti sono stati resi accessibili con interpretariato LIS e sottotitolazione in tempo reale. Come ha ricordato il Ministro: “ExpoAid ha dimostrato quanto il nostro Paese sia pronto a raccogliere la sfida di una società sempre più attenta, inclusiva e che sta già cambiando”.
Milano-Cortina 2026: la progettazione universale come modello
I Giochi Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano un’occasione irripetibile: l’accessibilità universale è uno dei pilastri dell’intero evento. “La progettazione universale guida l’opera olimpica così come le Paralimpiadi”, ha sottolineato il Ministro. Siti, villaggi, trasporti e impianti pensati fin dall’inizio per tutti: uno standard che dovrebbe diventare la regola di ogni opera pubblica, in montagna come in città.
L’Agenda della Disabilità: formazione per territori senza barriere
Per chiudere il cerchio servono competenze. Dal 2 luglio 2026 al 14 gennaio 2027 è partito il Corso di Alta Formazione del Progetto Agenda della Disabilità, promosso dalla CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà – con OPES e il supporto del Ministero del Lavoro. Un percorso gratuito dedicato a chi vuole diventare Disability Manager e costruire organizzazioni pubbliche e private realmente inclusive, in ambiti come abitare sociale, lavoro, istruzione e salute.
Un Piano d’Azione triennale per i diritti
Non manca la visione politica di lungo respiro. Il Terzo Piano d’Azione Nazionale per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, adottato con DPR il 12 marzo 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio, disegna la rotta per i prossimi tre anni lungo sette linee d’intervento: dall’inclusione lavorativa all’istruzione, dal Progetto di vita alla protezione delle persone con disabilità nelle emergenze, fino alla digitalizzazione dei dati. Tra gli obiettivi, la promozione della vita indipendente, comprese forme di co-housing e di autogestione dei servizi di supporto.
L’inclusione è una comunità che si allarga
Dal filo rosso di queste esperienze emerge un messaggio chiaro: l’inclusione non è un tema per “addetti ai lavori”, ma una responsabilità condivisa. Come ha detto al CNEL il Presidente Brunetta: “L’inclusione non è un costo ma un investimento in efficienza economica e sociale”. Sta a ciascuna comunità, dalle grandi città ai piccoli paesi, raccogliere questa sfida e renderla reale ogni giorno.
