In via Giudecca Vecchia 29 apre uno spazio aperto alla comunità dedicato a educazione, digitale, competenze STEAM e inclusione lavorativa.
NAPOLI – Un bene sottratto alla criminalità organizzata si trasforma in un presidio di speranza, formazione e coesione sociale. È stata inaugurata a Forcella Casa ARIETE, uno spazio rigenerato che restituisce al quartiere e alla città di Napoli un luogo simbolo di riscatto e futuro.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare una ferita del territorio in un’opportunità di crescita condivisa. Casa ARIETE offrendo a bambini, giovani, famiglie e adulti un punto di riferimento aperto e accessibile. All’interno della struttura verranno promossi laboratori gratuiti, percorsi educativi, alfabetizzazione digitale, attività STEAM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica) e progetti dedicati all’inclusione sociale e all’orientamento al mondo del lavoro.
Il progetto è stato promosso e guidato da Anna Benedetta Torre, Presidente della Fondazione Patrizia Nidoli ETS e Direttrice dell’Associazione Ariete APS – ETS, insieme a Gaetano Cuccurullo, Presidente dell’Associazione Ariete APS – ETS, che hanno creduto nella forza di una rigenerazione non solo fisica, ma soprattutto sociale e culturale.

All’evento di inaugurazione hanno presenziato rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, tra cui Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli; Massimiliano Manfredi, Presidente del Consiglio Regionale della Campania; Michela Rostan, Consigliera Regionale della Campania; Antonio De Iesu, Assessore alla Legalità del Comune di Napoli; e Nunzia Ragosta, Dirigente dell’Ufficio Beni Confiscati del Comune di Napoli.
Tra gli interventi di rilievo, la presenza di Don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano, e il supporto di numerose realtà del terzo settore e del mondo culturale e dell’innovazione, tra cui rappresentanti di Libera, Fondazione Polis, Project for People, ECPAT Italia, Fondazione L’Albero della Vita, Fondazione Guida alla Cultura, Cura Sospesa e SPICI.
Da oggi, la sede di via Giudecca Vecchia 29 diventa ufficialmente una casa aperta a tutta la cittadinanza, dimostrando come la riappropriazione dei beni confiscati possa concretamente cambiare il corso della storia di un quartiere.
