Tra stelle e bulloni: il racconto intimo di Amalia ed Elvina Finzi a Napoli
NAPOLI, 11 MAGGIO – Non è stata solo una lezione di astrofisica, ma una lezione di vita quella andata in scena ieri presso la libreria IoCiSto al Vomero. La presentazione del libro Le ragazze della Luna – scritto a sei mani da Amalia Ercoli Finzi, la figlia Elvina Finzi e Tommaso Tirelli – si è trasformata in un affettuoso ritratto di famiglia, dove i confini tra la scrivania della scienziata e il tavolo della cucina si sono spesso intrecciati.
L’incontro è stato brillantemente moderato dal giornalista Gino Giaculli, che ha saputo guidare la conversazione con ritmo e sensibilità, tessendo con equilibrio il filo tra gli aspetti tecnici della ricerca spaziale e quelli profondamente umani della famiglia Finzi. Grazie al suo intervento, il pubblico ha potuto scoprire il lato più inedito e privato della “Signora delle Comete”.
Al centro del racconto, la normalità di una casa dove la curiosità scientifica era il gioco preferito. Elvina Finzi, unica figlia femmina in una famiglia di cinque fratelli, ha incantato la platea ricordando un’infanzia fuori dal comune:
“Crescere in un contesto tutto maschile non è mai stato un limite, ma la pura normalità. In una casa di ingegneri, il nostro modo di divertirci era smontare motori per capire come funzionassero.” Un’educazione alla logica e alla manualità che ha abbattuto sul nascere ogni stereotipo di genere, rendendo la scienza un linguaggio quotidiano e accessibile.
Amalia Ercoli Finzi ha ripercorso con la sua consueta arguzia le sfide di una carriera iniziata quando le donne in ingegneria erano una rarità assoluta. Conciliare il ruolo di madre di cinque figli con la guida di missioni spaziali internazionali è stata un’impresa straordinaria, affrontata con una determinazione incrollabile.
Con un sorriso, ma con estrema fermezza, la scienziata ha ribadito la sua celebre “ricetta” per le donne che aspirano a posizioni apicali. Per arrivare in alto, ha spiegato, servono tre requisiti fondamentali:
Una salute di ferro: per reggere ritmi di lavoro estenuanti tra laboratori e impegni familiari. (“Le donne non possono ammalarsi”), Nervi d’acciaio: per non farsi piegare dalle difficoltà e dai pregiudizi di un settore storicamente maschile;(“le donne sono sempre sotto una lente d’ingrandimento”) e Un marito d’oro: sottolineando l’importanza cruciale di avere accanto un compagno che sostenga, condivida e valorizzi la crescita professionale della partner.
L’incontro dell’11 maggio ha dimostrato che, sebbene il libro parli della Luna e di grandi successi tecnologici, il vero motore dell’innovazione rimane l’educazione e il supporto degli affetti. Le “ragazze della Luna” non sono solo le pioniere che hanno segnato la storia, ma tutte le giovani donne che oggi, tra un componente meccanico da studiare e un sogno spaziale, decidono di non porsi alcun limite.
L’evento si è concluso con una lunga sessione di firma copie, a testimonianza di come Amalia Ercoli Finzi continui a essere,una delle figure più magnetiche e ispiratrici della cultura scientifica italiana.
