L’Altra Faccia, riflettori sull’autismo a Solofra
Grande partecipazione sabato 14 marzo a Solofra, dove presso il Palazzo Ducale Orsini si è svolto il convegno “Autismo: l’altra faccia”, un incontro dedicato alla conoscenza e alla comprensione dei disturbi dello spettro autistico.
L’iniziativa ha riunito professionisti del settore sanitario ed educativo, operatori, famiglie e cittadini interessati ad approfondire un tema sempre più centrale nel dibattito sociale e scientifico: la neurodiversità e l’inclusione delle persone nello spettro autistico.
Ad aprire il confronto sono stati gli interventi dei relatori Paolo D’Amore, Alessandra Borghese, Daniela Sfera e Loredana Nave, che hanno affrontato il tema da diverse prospettive – cliniche, riabilitative e pedagogiche – sottolineando l’importanza di un approccio integrato tra le varie figure professionali coinvolte nei percorsi di diagnosi e trattamento.
Il convegno è stato inoltre dedicato alla memoria del professor Massimo Borghese, figura di riferimento nel campo della riabilitazione della comunicazione e tra i primi studiosi a parlare di “autismi” al plurale, per evidenziare la grande varietà di manifestazioni e caratteristiche presenti nello spettro autistico.
Tra gli interventi, particolare attenzione è stata posta anche al ruolo della scuola e dei contesti educativi. La psicologa e pedagogista clinica Loredana Nave ha evidenziato come alcuni comportamenti spesso interpretati come chiusura o distacco possano essere in realtà la risposta a situazioni di sovraccarico sensoriale o relazionale, invitando a cambiare prospettiva nell’osservazione dei bambini nello spettro.
Il convegno si è concluso con un momento artistico particolarmente emozionante: una performance di danza ideata e organizzata da Tiziana Petrone, che attraverso il linguaggio del corpo ha rappresentato simbolicamente “l’altra faccia dell’autismo”, offrendo al pubblico una chiave di lettura più profonda e sensibile del mondo interiore delle persone autistiche.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra professionisti e territorio, confermando quanto sia fondamentale diffondere una maggiore cultura dell’inclusione e della comprensione delle differenze.
di Avv. Lucia Marino

