Terzo settore

Robotica e protesi articolari “l’ortopedia guarda al futuro con il dott. Enzo Claudio Moretti”

Nel nostro viaggio tra cultura scientifica e innovazione sanitaria abbiamo incontrato il dott. Enzo Claudio Moretti, medico chirurgo del Ospedale San Raffaele, specializzando in chirurgia protesica dell’arto inferiore e tra i protagonisti dell’applicazione della robotica in ortopedia.Il dott. Moretti si occupa principalmente di protesi d’anca e di ginocchio, interventi che non sono salvavita ma che incidono in modo determinante sulla qualità della vita. L’artrosi, spiega, è il risultato dell’usura della cartilagine articolare: quando l’osso arriva a “toccare” l’osso, il dolore e la limitazione funzionale rendono necessario ricostruire l’articolazione con una protesi. Un fenomeno sempre più diffuso anche per una ragione semplice: oggi viviamo più a lungo. Se il nostro corpo era “progettato” per 50-60 anni, la medicina moderna ci porta spesso a superare gli 80-90. E le articolazioni, inevitabilmente, ne risentono. Tra le tecnologie più avanzate utilizzate dall’équipe del San Raffaele c’è il sistema Mako, prodotto dall’azienda americana Stryker e impiegato da oltre dieci anni.

Ma cosa significa davvero “chirurgia robotica” in ortopedia?

A differenza del noto sistema Da Vinci Surgical System, utilizzato in chirurgia generale e urologica anche in teleconnessione, i robot ortopedici sono sistemi passivi o semi-attivi. Non operano autonomamente: è sempre il chirurgo a eseguire il gesto, ma con il supporto di una guida ad altissima precisione.

Il MAKO si distingue perché è image based:

  • utilizza punti rilevati durante l’intervento;
  • integra una TAC pre-operatoria;
  • corregge eventuali imprecisioni intraoperatorie.

Il risultato?

  • margine di errore massimo di mezzo millimetro;
  • precisione rotazionale entro mezzo grado;
  • sistema aptico di sicurezza che blocca automaticamente il braccio robotico se si esce dal piano di taglio programmato.

Una tecnologia che aumenta sicurezza, accuratezza e riproducibilità, utile anche nella formazione dei giovani chirurghi.

Il San Raffaele dispone attualmente di quattro robot ortopedici, configurandosi come uno dei centri più avanzati in Italia nel settore.

La scelta dell’ortopedia, racconta Moretti, nasce dalla sua esperienza personale di sportivo. Calcio e nuoto agonistico lo hanno portato, da paziente, a conoscere da vicino questa branca medica.

La passione per la chirurgia protesica si consolida poi durante gli studi all’Istituto Ortopedico Rizzoli, uno dei centri ortopedici di riferimento in Italia.

Fondamentale l’incontro con il professor Patrizio Caldora, tra i pionieri della robotica ortopedica nel nostro Paese, che ha creduto in questa tecnologia quando negli Stati Uniti era già una realtà consolidata. Oggi Moretti continua il proprio percorso formativo anche con il professor Francesco Verde, esperto in protesi monocompartimentali mini-invasive di ginocchio, un’altra frontiera dell’ortopedia moderna.

Per approfondire la chirurgia robotica ortopedica è possibile consultare il sito del gruppo guidato dal professor Caldora (roboticaortopedica.it) o cercare online “Caldora Group”. Per le tecniche mini-invasive e le protesi monocompartimentali di ginocchio, riferimento al professor Francesco Verde presso il San Raffaele di Milano.

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