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L’arte dell’incontro

L’arte dell’incontro di cui io sono il presidente è la cooperativa sociale che con la mia famiglia è impegnata sul tema dell’autismo, cercando di dare un contributo, prima di tutto progettuale e di visione di un settore , che oggi è caratterizzato da proporzioni sempre crescenti, infatti parliamo di almeno 600.000 persone che vivono nello spettro autistico in Italia ed i dati statistici ci dicono che in Italia nasce un bambino autistico ogni 70 nati con un trend che è sempre più preoccupante per cui si può affermare che l’autismo non è un tema di nicchia. È una realtà sociale che riguarda un numero crescente di famiglie, lavoratori, cittadini. E quando un fenomeno diventa così esteso, non può più essere lasciato ai margini della consapevolezza collettiva.”


“L’impegno è quindi, non solo di ampliare la conoscenza dell’autismo all’interno della società perché una popolazione più informata è una popolazione più capace di orientare scelte, comportamenti e politiche ma, principalmente per me e la mia cooperativa, dare un senso ad una vita fatta di progetti ,di rapporti con le imprese, di visioni innovative ,impegnandosi con tutte le forze ad immaginare ,progettare e se Dio ci darà la forza ,realizzare un ecosistema virtuoso che possa essere una risposta vera all’angoscia di tante famiglie.


Il progetto Villaggio green, che auspichiamo nasca qui, a Sant’Angelo in Formis, accende i riflettori sul dopo: dopo la scuola, dopo l’assistenza, dopo l’infanzia.


Cosa succede nella vita di una persona autistica quando il mondo si fa adulto?
Quali possibilità, quali sfide, quali risposte possiamo dare — insieme?
Serve un cambio di sguardo. Serve coraggio. Serve umanità.


Non possiamo rispondere con soluzioni temporanee o assistenzialistiche, ma con progettualità ambiziose e sostenibili.”
Da questa consapevolezza nasce il progetto Villaggio Green: un ecosistema inclusivo, non un ospedale né un “parcheggio sociale”, ma uno spazio di vita, lavoro, relazioni e autonomia. Un luogo dove le persone nello spettro possano crescere secondo i propri tempi, con il supporto indispensabile,ovviamente,della famiglia e della comunità tutta.


Finora il dibattito sull’autismo è focalizzato principalmente sull’aumento delle terapie e degli interventi clinici. Sebbene tali terapie siano indispensabili per migliorare la qualità della vita dei ragazzi autistici, è cruciale riconoscere che è fondamentale scardinare l’attuale sistema imperniato essenzialmente su servizi standardizzati e concentrare l’impegno immaginando un modello centrato invece sulla persona e sui progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati in un ambiente inclusivo,partecipato e naturale dove possano vivere, crescere proiettandoli,in conclusione, verso una vita quanto piu’ possibile indipendente ,anche in vista del “dopo di noi”. “Le persone autistiche hanno bisogno di una vita vera”, “Una casa, un lavoro, amicizie, piccole gioie quotidiane. Il Villaggio Green sarà tutto questo: un ambiente con il calore della casa e le opportunità di un’esistenza piena.”


Al centro di questo modello è indispensabile un’impresa sociale dinamica, attiva su più fronti, che unisce servizi socio-sanitari dedicati alle persone con autismo a iniziative per l’inserimento lavorativo e il collocamento mirato, il tutto all’interno di una struttura residenziale ispirata ai principi del cohousing.
Obiettivo finale: Non un rifugio isolato, ma un’opportunità reale per le persone autistiche di esprimere il loro potenziale, interagire con la società e contribuire alla crescita del territorio.

di Bruno Cortese

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