Il Cuore Non Aspetta: Prevenzione e Impegno Sociale con 50&Più Napoli
Vivere la 50&Più come realtà associativa è un’esperienza imperdibile, sia per una utente ultracinquantenne – quale io sono – sia per un osservatore più giovane.
Lo scorso 29 ottobre, presso la sede di Via Cervantes, sedevo in platea a godermi un convegno molto interessante, di quelli che spingono a riflettere e, soprattutto, a interrogarsi. Quanto sappiamo, realmente, di prevenzione?
Quanto la salute ci sta davvero a cuore? E non uso a caso questo termine, poiché il convegno si intitolava proprio “Il cuore non aspetta”, una sorta di guida alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Il Presidente Maurizio Merolla, ormai rinomato per la capacità di offrire agli iscritti calendari ricchi e variegati, ha ospitato e moderato questo bellissimo incontro. Al di là del sano intrattenimento e della divulgazione culturale, la 50&Più Napoli si occupa anche di temi caldi legati alla salute e al benessere, perché di questo la terza età ha primariamente bisogno in un’epoca in cui lo stress la fa da padrone assoluto.
La nostra esistenza quotidiana è scandita da ritmi frenetici, con il sottofondo di notizie sempre più inquietanti veicolate attraverso TV e canali social; ed è segnata, altresì, da una alimentazione a volte scorretta. Si mangia sempre più in fretta, pasti consumati senza nemmeno sedersi a tavola, e cibi non proprio salutari.
L’incontro, organizzato dal Dott. Fausto Gonnella, ha visto come relatore principale il Professore Maurizio Santomauro, docente scuola di Cardiochirurgia dell’Università Federico II di Napoli, nonché Presidente Nazionale Associazione GIEC – Gruppo Intervento Emergenze Cardiologiche. Sono intervenuti il Dott. Sergio Aprile, anch’egli cardiologo affermato nonché assiduo collaboratore 50&Più e, in veste di effettivi esecutori delle manovre salva vita su di un manichino, gli istruttori Carmine Liguori e Domenico Giaquinto.
Nel corso del convegno si è parlato della prevenzione dei fattori di rischio cardiovascolari e delle manovre di primo soccorso in caso di attacco e arresto cardiaco, anche mediante una dimostrazione pratica.
In apertura, il Professore Maurizio Santomauro, specialista in cardiologia con la chiarezza espositiva tipica dei docenti universitari e una verve comunicativa in grado di appassionare la platea, ha fornito le nozioni basilari per insegnare a riconoscere i sintomi e a intervenire tempestivamente, al fine di scongiurare sia il pericolo di morte sia quello di una irreversibile menomazione. Infatti, è possibile eseguire le prime manovre anche durante l’attesa dell’ambulanza, che deve essere immediatamente allertata, ma di cui bisogna mettere in conto ritardi e disservizi.
l relatore ha dedicato una parte cruciale dell’intervento all’identificazione dei segnali di allarme, precisando che il sintomo più comune è il dolore al petto. Tuttavia, esistono anche segnali meno evidenti, specialmente nelle donne – che possono confonderli con altra sintomatologia propria del loro genere – e nei diabetici.
Tentiamo un veloce focus sui sintomi meno noti: sudorazione fredda, nausea, vomito, stanchezza e debolezza improvvise, oltre all’onnipresente ansia. Quanti di questi segnali possono essere banalmente scambiati per gli effetti della routine quotidiana, fatta di orari stringenti e frenetiche corse tra un impegno e l’altro?
Il professore si è poi amaramente soffermato sui ritardi della Regione Campania, e del Sud in generale, nell’allinearsi alle direttive europee in tema di prevenzione e pronto soccorso, come l’attivazione del 112, Numero Unico Europeo (NUE) di Emergenza, anche in ambito di soccorso sanitario. Detto numero è valido in tutta l’Unione Europea e nelle Regioni dell’Italia centrale e settentrionale. A quanto sembra, la parte finale dell’italico stivale è fuori da questo processo di modernizzazione, per ragioni complesse che non staremo qui ad approfondire.
Eppure, la Campania vanta eccellenze in ambito sanitario-ospedaliero, come è stato ampiamente dimostrato durante il periodo di emergenza Covid. Inoltre, già a partire dal 2015 l’USR Campania ha sollecitato la fornitura e installazione di un elevato numero di Defibrillatori Semiautomatici (DAE) nelle scuole pubbliche.
Un documento del 2017 fa riferimento alla consegna di 4.558 defibrillatori destinati ai plessi scolastici della Regione Campania. Sempre la nostra Regione si colloca in prima linea nella diffusione delle tecniche salvavita e l’uso del DAE. La Legge Regionale 11 aprile 2018, n. 17, per esempio, promuove campagne di sensibilizzazione e percorsi formativi per personale docente, non docente e studenti.
Vivace l’interesse manifestato dalla platea, che ha partecipato ponendo domande, dubbi e interrogativi, soprattutto al momento della dimostrazione, quando i due sapienti istruttori si sono chinati sul manichino disteso a terra. Era solo un pezzo di plastica inanimato, ma tutti noi abbiamo ugualmente avvertito il peso di una grande responsabilità.
Quanti non si mostrano dubbiosi ed esitanti dinanzi alla prospettiva di mettere le mani su un corpo esanime, decretandone la sopravvivenza o la condanna con un semplice tocco, e magari finendo anche denunciati?
Sfatiamo subito un mito: praticare una manovra salvavita non espone al rischio di denunce. Il quadro normativo e giurisprudenziale italiano è orientato a tutelare chi interviene per salvare una vita, specialmente in un contesto di emergenza. Punto di partenza è una scriminante ben nota e molto cara al nostro Codice penale: l’art. 54, che disciplina lo “Stato di necessità”:
“Non è punibile chi ha commesso un fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, non altrimenti evitabile”.
L’intervento di pronto soccorso potrebbe effettivamente causare un danno, ma spesso è necessario per salvare una vita che, altrimenti, rischierebbe di spegnersi sotto gli stessi occhi di chi resta inerte. Altro riferimento normativo è la Legge 116/2021, che introduce un principio simile alla “Legge del Buon Samaritano” di matrice americana: chiunque, anche in assenza di una specifica formazione, può utilizzare un Defibrillatore Automatico Esterno in caso di necessità e urgenza.
Il professore ha, poi, sottolineato la necessità di attrezzare anche i vagoni della metropolitana, considerando il numero crescente di turisti e l’affollamento giornaliero dei mezzi di trasporto: lasciare i viaggiatori soli, durante tratte più o meno lunghe che avvengono sottoterra, non è l’ideale per una città – Napoli – e una regione – la Campania – che ambiscono a divenire, e in parte lo sono già, mete privilegiate del turismo internazionale.
Eppure, le stazioni di interscambio e quelle più importanti sono sempre più spesso dotate di defibrillatori, come parte del programma “Napoli città cardio protetta”. Potrebbe trattarsi, unicamente, di un problema di fondi (e, dunque, di ricchezza) anziché di buona volontà? Lasciamoci con questo interrogativo, e con la consapevolezza che le migliori iniziative partono spesso “dal basso”, cioè dal fervente mondo dell’associazionismo, e in particolare dalla 50&Più Napoli, perennemente a fianco delle frange più deboli della popolazione.
La parola chiave è “prevenzione”, con i suoi corollari: informazione, attenzione (anche all’ascolto dei segnali provenienti dal nostro corpo), studio sul campo e fiducia in chi pratica il mestiere, scongiurando la tentazione del ‘fai da te’ e dei tuttologi che si erudiscono in rete.
Come sottolineato dal Prof. Santomauro, e dagli altri esperti che lo hanno affiancato, medici e addetti ai lavori sono passati dall’essere osannati quali eroi, durante la pandemia, al divenire vittime di brutali attacchi e assalti, anche violenti, nei pronto soccorso e nelle corsie degli ospedali. Guardiamoli, piuttosto, per quello che sono: alleati. E ascoltiamoli, invece di brandire l’arma della denigrazione, come spesso accade verso chi possiede l’arte della scienza e non dispensa pareri a caso.
Flavia Chiarolanza – Responsabile Comunicazione Associazione 50&Più-Napoli


È stata una iniziativa veramente interessante e mi dispiace molto averla persa…in quanto infartuato poi. Purtroppo non mi è stato possibile essere presente. Ringraziamo sempre il Presidente per creare iniziative sempre più belle ed importanti spero tanto che in futuro possa ripetersi questo evento.