Quando una disabilità è gravissima
Una disabilità gravissima indica la totale mancanza di autonomia. La persona non riesce a muoversi da sola né a svolgere le azioni di base – alzarsi, lavarsi, vestirsi, alimentarsi – senza l’aiuto continuo di un’altra persona. Chi si trova in questa condizione riceve di norma l’indennità di accompagnamento prevista dalla legge 18/1980.
I medici dell’ASL e dell’INPS dichiarano la non autosufficienza se trovano almeno una delle situazioni riassunte qui sotto.
| Condizione clinica | Significato pratico |
|---|---|
| Coma, stato vegetativo o minima coscienza | Assenza di reazioni o reazioni minime all’ambiente |
| Ventilazione meccanica continua | Il respiro dipende da un macchinario 24 h su 24 |
| Demenza grave | Perdita quasi totale di memoria e orientamento |
| Lesione spinale alta (C0-C5) | Paralisi completa del corpo sotto il collo |
| Grave deficit motorio ai quattro arti | Forza muscolare quasi assente, necessaria assistenza totale |
| Cecità totale o quasi e sordità profonda | Deprivazione sensoriale che impedisce la vita autonoma |
| Autismo livello 3 | Comportamenti e bisogni che richiedono supporto costante |
| Ritardo mentale grave | QI molto basso con necessità di sorveglianza continua |
| Dipendenza vitale da assistenza e monitoraggio | Qualunque quadro clinico che imponga sorveglianza 24H |
Chi è classificato invalido al 100 % ottiene:
Pensione di inabilità, se non può lavorare.
Indennità di accompagnamento, perché ha bisogno di un aiuto continuo.
In alcuni casi limitati la persona può ancora svolgere attività leggere o guidare, se i medici ne attestano la capacità e la patente è adeguata.
La Commissione medica stabilisce il grado di disabilità dopo visita, esame dei documenti clinici e colloquio con il paziente o la famiglia.
È considerata affetta da disabilità gravissima la persona che richiede assistenza 24 ore su 24; interrompere il supporto anche per poco tempo può causare complicazioni gravi o mettere a rischio la vita.

