Ogni storia personale è un universo. Ogni volto, una mappa di coraggio. Dal World Cancer Day alla corsa più lunga del mondo, dall’arrampicata alla creatività inclusiva: storie vere di persone con disabilità che hanno smesso di aspettare la sensibilità degli altri e hanno iniziato a costruire, giorno dopo giorno, il proprio spazio.
Dal silenzio alla voce: storie premiate nel 2026
All’Auditorium Ara Pacis di Roma, il 17 dicembre 2025, il Premio PreSa 2025 – organizzato dalla Fondazione Mesit con il network PreSa – ha celebrato 13 storie di successo di clinici, ricercatori, associazioni e personaggi pubblici che hanno promosso l’inclusione. Tra i riconoscimenti, la Nazionale italiana di calcio a 5 B1 non vedenti, che con il docufilm “Lasciateci perdere” ha regalato un messaggio potentissimo: il talento non conosce barriere.
Il premio è andato anche a Diego Gastaldi, atleta e comunicatore, per la sua capacità di trasformare un percorso sportivo personale in una narrazione contagiosa di resilienza, ispirando migliaia di persone. E ancora la Fondazione Libri Italiani Accessibili, per il suo impegno nel rendere la lettura accessibile alle persone con disabilità visiva, e il Wearable Robotics Laboratory della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, punto di eccellenza nella robotica indossabile e negli esoscheletri utili alla riabilitazione motoria.
Il podista che porta in spalla chi non può correre
C’è una storia che ha attraversato l’Italia. Vito Massimo Catania, podista siciliano, insignito dal Presidente Mattarella del titolo di Cavaliere della Repubblica per il suo impegno nella sensibilizzazione sulle barriere architettoniche e sociali. Dopo aver vinto l’Etnatrail di 64 km e la Super Maratona dell’Etna, ha smesso di gareggiare per dedicarsi a portare le persone con disabilità a correre, mettendo le proprie gambe al servizio di chi non ne ha. Come lui dice, “chi è disabile non è affatto incapace”: la società pone barriere, ma con il giusto aiuto, tutti possono fare cose straordinarie.
Arrampicata, corsa e creatività: i campi dove i corpi raccontano di più
Anche l’arrampicata è diventata linguaggio di inclusione. Craig De Martino, dopo l’amputazione di una gamba nel 2002, scala le cime del mondo e ha dato vita a molte iniziative per l’inclusione degli atleti con disabilità. Il percorso parte da due guide e, quando l’autonomia cresce, si passa a un unico istruttore. Lo stesso principio lo troviamo nella corsa, nello sci alpino e in tanti altri sport che confermano come la disabilità sia un diverso modo di attraversare il mondo.
Padova, 4 giorni di “This Ability”
A Padova, dal 17 al 20 settembre 2026, l’evento This Ability – intitolato quest’anno alla memoria dell’attivista Claudia Frizzarin – raddoppia la durata e si trasforma in una piattaforma completa: scuola accessibile, disabilità e lavoro, sport inclusivo e musica al Palazzo del Bo e a Prato della Valle. Un invito a guardare la disabilità non come limite, ma come possibilità, partecipazione e opportunità.
Quando una storia diventa un movimento
Le sorelle Elena e Maria Chiara Paolini con il progetto Witty Wheels uniscono attivismo e divulgazione per incidere sul dibattito pubblico. Omar Hegazy promuove il dialogo interculturale sul tema. E Pietro Castellese ha trasformato la propria esperienza personale in uno stimolo al cambiamento collettivo. Ognuna di queste voci aggiunge un tassello al mosaico di una società che finalmente smette di “includere” dall’esterno e inizia a crescere insieme.
