Le Etiche per l’Intelligenza Artificiale: Congresso SIpEIA alla Sapienza di Roma
ROMA, 2-3 Febbraio 2026 – Si è concluso presso l’Università La Sapienza il convegno organizzato dalla SIpEIA, un evento che ha delineato le coordinate per un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale (IA) non sia solo un’evoluzione tecnica, ma un’opportunità di progresso civile guidata dall’etica e dalla centralità della persona in quanto essa è capace di influenzare i processi sociali, culturali e politici del nostro tempo.
Ad aprire ufficialmente il convegno è stata la Prof.ssa Tiziana Catarci, Presidente di SIPEIA, docente a La Sapienza e figura di spicco nel panorama dell’informatica italiana e delle applicazioni di IA.
Il Convegno ha riunito studiosi, esperti e ricercatori da varie part del mondo con plenary e sessioni di approfondimento nei vari ambiti di discussione: Epistemologia e affidabilità, Responsabilità e cura, Creatività ed immaginario, Società e democrazia, Educazione e sostenbilità, Diritto e governance.
Un cambio di paradigma: oltre lo strumento
L’IA segna un vero e proprio cambio di paradigma che tocca ambiti vitali come il lavoro, la cura, l’educazione, la governance delle imprese, le relazioni tra i popoli con le loro implicazioni sociali e nella politica. Uno dei temi conduttori degli interventi è stato il necessario discernimento etico per orientare l’innovazione verso il bene comune. Come sottolineato da mons. Vincenzo Paglia nell’intervento conclusivo del Convegno, è fondamentale distinguere l’umano dalla macchina: l’IA elabora dati ma non è un soggetto morale, non possedendo coscienza né responsabilità.
Gli interventi dei relatori internazionali (keynote speakers)
Il dibattito ha toccato punti nevralgici per la democrazia, la sicurezza e l’uso responsabile della tecnologia. Sanmay Das (Virginia Tech) ha illustrato come l’IA sia sempre più utilizzata per decisioni critiche sull’assegnazione di risorse scarse, come alloggi per senzatetto o supporti educativi. La sfida cruciale rimane l’allineamento con le preferenze umane, cercando un equilibrio tra equità, efficienza e compatibilità degli incentivi.
Francesca Rossi (IBM) ha evidenziato come preoccupazioni su privacy, equità e disinformazione siano ostacoli all’adozione dell’IA. Senza risposte concrete sulla sicurezza, la piena fiducia nella tecnologia rimarrà irraggiungibile. Solo con un ROI chiaro sostenuto da IA saremo in grado di prendere decisioni e concentrasi su valori principali ed obiettivi di processo piuttosto che su routine.
Daniel Innerarity (EUI), ha focalizzato l’attenzione sulla necessità che, affinché l’IA sia veramente democratica, le persone devono poter essere presenti lungo tutto il suo ciclo di vita in modi e momenti diversi.
Mariarosaria Taddeo (Oxford) ha posto l’accento sull’urgenza di quadri etici nel settore della difesa, dove l’IA è vista come tecnologia chiave per mantenere un vantaggio competitivo, ma deve rimanere allineata ai valori fondamentali delle nostre società.
Le sessioni parallele: Società e Democrazia
Nella sessione dedicata a Società e Democrazia coordinata da Piergiorgio Donatelli sono stati affrontati diversi aspetti relativi alla governance dell’IA.
Sul fronte degli standards per la governance e l’approccio etico alla gestione dell’IA, Vincenzo Borrelli (CQY) ha illustrato come, accanto alla regolamentazione cogente, stia emergendo un quadro di standardizzazione volontaria ISO – a partire dalla Norma ISO/IEC 42001:2023 – che permette alle organizzazioni di gestire i rischi e le opportunità dell’IA garantendo trasparenza, comportamento etico ed affidabilità dei processi di gestione dell’IA in coerenza con i valori vision e mission delle organizzazioni.
Vikram Sura (UN) ha evidenziato come la questione della governance è influenzata dalla concorrenza geopolitica e geoeconomica e per questo motivo le Nazioni Unite hanno adottato due risoluzioni sull’IA e sostengono programmi di politica multilaterale sull’innovazione anche attraverso il Global Digital Compact per rafforzare un dialogo globale sull’IA. E’ importante affrontare il tema della disuguaglianza delle risorse per cui alcune nazioni hanno il potere di disporre e dominare le tecnologie ed altre rischiano di rimanere solo consumatori di modelli secondo regole non stabilite equamente.
Conclusioni: L’urgenza di “Umanizzare la tecnica”
L’evento SIPEIA ha ribadito che il rischio maggiore è il “paradigma tecnocratico” che riduce l’umano a un semplice dato o profilo di un sistema. L’orizzonte tracciato dal Convegno alla Sapienza è quello di un nuovo umanesimo della tecnologia, capace di integrare scienza, ricerca, diritto in una cornice etica che garantisca che l’IA sia al servizio responsabilmente delle persone e della società.
