Ci sono storie che non nascono da un palcoscenico o da una scelta di carriera pianificata, ma dal desiderio profondo di trovare un nuovo linguaggio con chi si ama. È il caso di Federico Cucurachi
Un talento scoperto per gioco
Papà di un bambino autistico e non verbale di dieci anni e mezzo, Federico ha visto la sua vita quotidiana trasformarsi in un percorso tanto impegnativo quanto ricco di significato. Proprio durante un momento di gioco in casa con il figlio e un semplice pupazzo, ha fatto una scoperta inaspettata: la capacità naturale di praticare l’arte della ventriloquia.
Quella che era iniziata come una divertente parentesi familiare si è trasformata ben presto in qualcosa di più grande: un modo originale e leggero per abbattere i pregiudizi sull’autismo, parlare al pubblico di inclusione e fare informazione con il sorriso.
Nascono Fred ed eDrillo
Da questa intuizione è nato il duo dinamico Fred ed eDrillo. Ma perché un coccodrillo di nome Edrillo? Non si tratta di un errore di ortografia o di una sbadataggine: la scelta del nome racchiude un messaggio profondo sull’unicità e sulla bellezza di essere diversi da tutti gl
L’esperienza ha spinto Federico non solo a realizzare spettacoli per associazioni e pomeridiani dedicati ai bambini, ma anche a tradurre questa favola moderna in un libro intitolato “Le avventure di Fred ed Edrillo”
Però non vogliamo svelarvi tutto!
Come si incontra la ventriloquia con il mondo del teatro e del cinema? Che reazione hanno i bambini quando vedono Edrillo prendere vita? E soprattutto, qual è il messaggio che questo papà vuole trasmettere a chi non conosce da vicino l’autismo?
Per scoprirlo e per assistere al sorprendente saluto finale a sorpresa di Edrillo in persona, guarda la videointervista
