
Il 25 novembre è la giornata in cui si ricordano le donne vittime di abusi, non solo violenza fisica ma anche psicologica, economica, sessuale.
Nello specifico si stanno diffondendo sempre più degli abusi mirati a danneggiare psicologicamente, per via anche dell’ utilizzo dei social network, quali il love bombing, il Ghosting, l’ Orbiting. Donne fragili, la quale autostima è stata minata dal comportamento dell’ uomo che credevano fosse il “principe azzurro”, ma anche donne forti convinte di aver raggiunto la felicità, tra le braccia di chi non ha esitato a strangolarle.
Qualsivoglia tipologia di sopruso lede la percezione che ha la vittima di se stessa, l’ insicurezza, la paura, soprattutto il senso di colpa, prendono il sopravvento. Ci si chiede.. È colpa mia? Dove ho sbagliato? Perché il violento attribuirà sempre alla malcapitata, le motivazioni del suo atteggiamento.
Un modus operandi per tenerla in pugno, allontanando anche il suo affetto dalle persone care, in quanto una persona sola è vulnerabile, più facile da manipolare.
Donne uccise per mano dell’ uomo che amavano ma anche da sconosciuti. Dilaga un senso di potenza da parte del genere maschile che in realtà è un’ impotenza mascherata.
L’ uomo che non accetta il rifiuto, decide di togliere la vita ad un altro essere umano. È una vergogna! Ogni giorno assistiamo a dei fatti di cronaca paradossali. Donne uccise senza un perché sul mezzo di trasporto, o mentre si recano al lavoro. Donne uccise dal padre dei loro figli o dai familiari.
Cosa potremmo mettere in atto al fine di prevenire il fenomeno? Urge senz’ altro una maggiore sensibilizzazione sui campanelli d’ allarme e sull’ importanza della denuncia, soltanto riconoscendo il problema e chiedendo aiuto a chi di competenza, si può contrastare.
La vittima di violenza è avvolta nel manto del terrore, della sfiducia nelle sue potenzialità, ha bisogno di un supporto psicologico nonché di una mano amica. Non bisognerebbe mai sottovalutare le richieste di aiuto.
È importante altresì formare la comunità tutta a non mettere in campo il pregiudizio, come ad esempio: Lo ha voluto lei! Nessun abuso può essere giustificato.
Un ruolo importante è giocato dalla famiglia e dalla scuola, le due principali agenzie educative. Prestare attenzione a quelli che potrebbero essere dei semplici episodi di scherno, poiché il “bullo” di oggi, potrebbe divenire il criminale del domani.
Soprattutto, educare le nuove generazioni al “No”, è fondamentale. Oggi dove il consumismo sembra aver preso il sopravvento, tutti pretendono sempre di più. La società è caratterizzata non più dalla cooperazione ma dall’ egocentrismo, e quelle che dovrebbero essere battaglie per tutelare gli ultimi, sono divenute una mera vetrina, nella gran parte dei casi.
Istituzioni, Terzo Settore, Professionisti devono lavorare congiuntamente per prevenire il fenomeno della violenza di genere.
