Con Come Romeo e Giulietta, Giuseppe Alessio Nuzzo firma un film che parla d’amore Un film che celebra l’amore in tutta la sua essenza più autentica e senza confini. Liberamente ispirato alla
storia di Federica Paganelli, l’opera si muove su un terreno emotivo autentico, in cui i sentimenti, le paure e i desideri dei protagonisti diventano specchio dell’esperienza umana nella sua interezza.
Federica e Riccardo sono due giovani legati da una passione intensa e istintiva. Si incontrano, si cercano, si scoprono diversi eppure simili, uniti da un amore che nasce libero ma si trova presto a fare i conti con le incertezze e le apprensioni di chi li circonda. Come i celebri amanti dell’opera di Shakespeare, anche loro devono affrontare le barriere invisibili erette in nome della protezione: il timore che l’amore, troppo forte, possa far male.
Nella prima parte del film, Nuzzo costruisce il racconto come una danza di emozioni: la regia osserva senza invadere, lasciando che siano gli sguardi, i gesti, le sensazioni a guidare lo spettatore. L’amore viene narrato non attraverso le parole, ma attraverso la luce, i silenzi, la vicinanza tra due anime che si riconoscono e imparano a condividere la fragilità dell’esistere.
Solo nel finale, quando il velo si solleva e lo spettatore comprende pienamente la profondità della loro storia, emerge una nuova consapevolezza: ciò che ha reso quel legame così potente non è mai stato ciò che li distingue, ma ciò che li unisce. È in quel momento che Come Romeo e Giulietta rivela la sua vera forza — mostrare che l’amore non ha etichette, né confini, né limiti
Con uno sguardo delicato e sincero, Giuseppe Alessio Nuzzo costruisce un racconto in cui la normalità dei sentimenti diventa atto rivoluzionario. Perché l’amore, quando è autentico, parla a tutti nello stesso linguaggio: quello dell’anima.

