Il volontariato e il Terzo Settore sono a un punto di svolta. Tra l’impatto della riforma di settore, le nuove sfide sociali ed economiche e l’emergere di un diverso protagonismo dei giovani, il mondo della solidarietà si è interrogato sulle proprie prospettive in occasione del convegno “Volontariato: quale futuro?”, organizzato dal CIS – Corpo Internazionale di Soccorso ed ospitato negli spazi del Circolo Nazionale dell’Unione.
A fare gli onori di casa è stato il presidente del circolo, Giuliano Buccino Grimaldi, che ha sottolineato come la struttura si sia aperta alle istanze culturali e sociali della città: «Oggi il volontariato sta vivendo una vera rinascita: da un lato la riforma del Terzo Settore, dall’altro la capacità di operare in una pluralità di contesti. Napoli, con le sue storiche doti di generosità, continua a essere in prima linea in queste iniziative».

Crisi sistemiche e trasformazione dei modelli
Il dibattito, al quale hanno preso parte ospiti di spicco del mondo culturale ed accademico provenienti da diverse parte di Italia, ha messo in luce la profonda metamorfosi del concetto di solidarietà di fronte alle emergenze contemporanee. Il Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, presidente del Corpo Internazionale di Soccorso, ha tracciato una diagnosi severa dello scenario attuale, evidenziando il rischio che i modelli tradizionali non riescano più a rispondere al contesto presente: «Siamo di fronte a crisi sistemiche, caratterizzate dal collasso sanitario e dal continuo calpestamento dei diritti fondamentali. Per decenni i cittadini hanno dedicato tempo ad aiutare il prossimo, ma oggi quel modello attraversa una crisi. Il successo dell’azione civica dipenderà dalla capacità di generare comunità: il futuro vedrà meno reti fisiche, meno retorica dell’eroismo e più prossimità sociale. Non possiamo permettere che la solidarietà si trasformi nell’accettazione della guerra; l’impegno deve ripartire dalla centralità della politica e dalla tutela dei diritti».
Sulla necessità del pragmatismo e del lavoro concreto si è soffermato anche il Generale di Corpo d’Armata Maurizio Scoppa, supervisor del Corpo Internazionale di Soccorso: «Il futuro appartiene a chi fa. In una società in cui molti chiedono di apparire, il nostro Corpo chiede di fare e di farlo silenziosamente. La prossima settimana saremo a Cuba per una missione operativa, grazie alla consegna di apparecchiature sanitarie arrivate dal centro Aktis che aiuteranno il popolo cubano, in gravi difficoltà sanitarie».
Tra “cultura dello scarto” e nuove povertà
L’analisi dell’impatto sociale ed economico ha visto il contributo di Vincenzo Somma (Comunità di Sant’Egidio), che ha richiamato l’attenzione sulle disuguaglianze crescenti: «Viviamo un cambiamento d’epoca in cui la corsa al profitto ha generato forti sperequazioni, trasformando i poveri in scarti», ha detto, citando la “cultura dello scarto” denunciata già in passato da Papa Francesco. «Dalla forza del diritto siamo passati al diritto del più forte. La risposta sta nel recupero della gratuità: oggi predomina l’io e il “noi” rischia di scomparire, imbarbarendo le relazioni. Scegliere di non rassegnarsi alimenta un amore creativo: il volontariato può rappresentare una vera visione e una forma di riscatto per questo mondo».
I giovani e l’impegno sul campo
Un quadro sulle dinamiche del volontariato giovanile è stato fornito, invece, da Chiara Tommasini(CsvNet), che ha smentito alcuni luoghi comuni sulle nuove generazioni: «Non è vero che i ragazzi non fanno volontariato: lo fanno in modo diverso. Sono molto informati sui temi sociali e cercano esperienze che spieghino fino in fondo le cause dei problemi. La crisi dei corpi intermedi e l’eccessiva burocratizzazione del Terzo Settore impongono agli enti di adeguarsi rapidamente a questi cambiamenti per non disperdere questa spinta».
Tra i tanti interventi, quello di Roberto Pergameno (Emergency), che ha ribadito la natura critica e indipendente dell’azione umanitaria: «Il nostro obiettivo è creare presidi medici permanenti da consegnare ai territori. La nostra è anche un’attività di testimonianza e di disturbo: in scenari come Gaza, Iraq o Afghanistan ci siamo sempre opposti alla militarizzazione e all’ingiustizia. La settimana scorsa eravamo a Castel Volturno insieme ad Alex Zanotelli per opporci all’ennesimo centro di detenzione per migranti».
L’evento è stato moderato da Emanuela Sica, Vdg Copo Internazionale di Soccorso Odv. Hanno preso parte, tra gli altri: Paolo Manorchio (Croce Rossa Italiana), il già Gran Ospedaliere Fra’ Alessandro de Franciscis (Sovrano Militare Ordine di Malta), S.E. Fra’ Niccolò Custoza de Cattani (Gran Priore di Napoli e Sicilia del S.O. di Malta) Nicola Graziano (Unicef), Paolo Trapanese (Vola Napoli), Marina Albanese (Università degli Studi Federico II – LUPT).

