Per uno dei più grandi filosofi, Baruch Spinoza, Dio è la Natura (Deus sive natura).
Einstein ha riepilogato questa profonda visione filosofica con il famoso “Dio non gioca a dadi con l’universo” per dire che tutto ciò che avviene in natura non è casuale ma ha una spiegazione logica, anche se non siamo ancora riusciti a capirla fino in fondo.
Paradossalmente, più progrediamo nella comprensione dei meccanismi microscopici e macroscopici che governano l’universo, illuminando zone buie del nostro sapere, più spingiamo Dio un pochino più lontano da noi. Per fortuna, non arriveremo mai però a cancellarlo del tutto perché anche la più fervida mente non riuscirà mai a concepire una o più teorie che spieghino completamente gli intimi meccanismi con cui funziona l’universo in cui siamo immersi.
Non ci riuscirà mai perché siamo dentro al mondo ma, per capirlo e decodificarlo nei suoi più intimi segreti, le teorie dicono che bisognerebbe essere fuori dal mondo (in tutti i sensi!).
Ci sono nel microcosmo e nel macrocosmo degli infiniti fenomeni naturali che la nostra mente, finita, non riuscirà mai a concepire il loro funzionamento.
Come esseri umani abbiamo fatto passi da gigante nel corso di un paio di millenni ma quanto conosciamo, inclusa l’AI, è poca cosa davanti all’ignoto della nostra non-conoscenza (ignoranza); non sappiamo come funziona l’estremamente piccolo così come non sappiamo come funziona l’estremamente grande.
La natura in generale e la vita in particolare sono simmetriche o asimmetriche?
Un piccolo passettino, dell’ordine di un miliardesimo di un miliardesimo di centimetro, nel capire il funzionamento della natura dell’immensamente piccolo è stato fatto dalla Chimica nel corso di quasi duecento anni; da Pasteur, che ha scoperto la chiralità delle molecole, fino ai giorni nostri con la spiegazione del perché la vita biologica si è sviluppata in modo asimmetrico e non simmetrico.
Scoperta talmente importante che ai due ricercatori, Henri Kagan (belga) e Kenso Soai (giapponese), è stato assegnato il premio Nobel per la Chimica di questo anno.
Senza addentrarci in complesse spiegazioni, diciamo che da quasi tutte le sintesi chimiche organiche si formano in realtà due molecole identiche ma che sono in realtà l’una l’immagine speculare (vista allo specchio) dell’altra.
Chiralità deriva dal greco chires che vuol dire, appunto, mani che sono esattamente l’una l’immagine speculare dell’altra.
La Chimica Organica, che è alla base della vita sulla Terra, ci dice che da una sintesi chimica si formano il 50% di una molecola e l’altro 50% della stessa molecola vista allo specchio o, se preferite, il 50% della mano sinistra e il 50% della mano destra.
La domanda alla quale non si era ancora riusciti a dare risposta è: “Perché la vita biologica (organica), noi inclusi, si è sviluppata preferendo una mano rispetto all’altra cioè l’asimmetria rispetto alla simmetria?”.
Parte determinante della risposta, un po’ complicata e lunga per l’obiettivo di queste righe, l’hanno data proprio i Nobel per la Chimica 2026.
Einstein ha riepilogato questa profonda visione filosofica con il famoso “Dio non gioca a dadi con l’universo” per dire che tutto ciò che avviene in natura non è casuale ma ha una spiegazione logica, anche se non siamo ancora riusciti a capirla fino in fondo.
Paradossalmente, più progrediamo nella comprensione dei meccanismi microscopici e macroscopici che governano l’universo, illuminando zone buie del nostro sapere, più spingiamo Dio un pochino più lontano da noi. Per fortuna, non arriveremo mai però a cancellarlo del tutto perché anche la più fervida mente non riuscirà mai a concepire una o più teorie che spieghino completamente gli intimi meccanismi con cui funziona l’universo in cui siamo immersi.
Non ci riuscirà mai perché siamo dentro al mondo ma, per capirlo e decodificarlo nei suoi più intimi segreti, le teorie dicono che bisognerebbe essere fuori dal mondo (in tutti i sensi!).
Ci sono nel microcosmo e nel macrocosmo degli infiniti fenomeni naturali che la nostra mente, finita, non riuscirà mai a concepire il loro funzionamento.
Come esseri umani abbiamo fatto passi da gigante nel corso di un paio di millenni ma quanto conosciamo, inclusa l’AI, è poca cosa davanti all’ignoto della nostra non-conoscenza (ignoranza); non sappiamo come funziona l’estremamente piccolo così come non sappiamo come funziona l’estremamente grande.
La natura in generale e la vita in particolare sono simmetriche o asimmetriche?
Un piccolo passettino, dell’ordine di un miliardesimo di un miliardesimo di centimetro, nel capire il funzionamento della natura dell’immensamente piccolo è stato fatto dalla Chimica nel corso di quasi duecento anni; da Pasteur, che ha scoperto la chiralità delle molecole, fino ai giorni nostri con la spiegazione del perché la vita biologica si è sviluppata in modo asimmetrico e non simmetrico.
Scoperta talmente importante che ai due ricercatori, Henri Kagan (belga) e Kenso Soai (giapponese), è stato assegnato il premio Nobel per la Chimica di questo anno.
Senza addentrarci in complesse spiegazioni, diciamo che da quasi tutte le sintesi chimiche organiche si formano in realtà due molecole identiche ma che sono in realtà l’una l’immagine speculare (vista allo specchio) dell’altra.
Chiralità deriva dal greco chires che vuol dire, appunto, mani che sono esattamente l’una l’immagine speculare dell’altra.
La Chimica Organica, che è alla base della vita sulla Terra, ci dice che da una sintesi chimica si formano il 50% di una molecola e l’altro 50% della stessa molecola vista allo specchio o, se preferite, il 50% della mano sinistra e il 50% della mano destra.
La domanda alla quale non si era ancora riusciti a dare risposta è: “Perché la vita biologica (organica), noi inclusi, si è sviluppata preferendo una mano rispetto all’altra cioè l’asimmetria rispetto alla simmetria?”.
Parte determinante della risposta, un po’ complicata e lunga per l’obiettivo di queste righe, l’hanno data proprio i Nobel per la Chimica 2026.
